Si tratta di un argomento relativo agli scambiatori di calore, che ogni tanto torniamo ad affrontare e lo facciamo volentieri, in quanto merita di essere riproposto.
Già in passato avevamo approfondito la questione con un articolo dedicato.
Si tratta di un argomento relativo agli scambiatori di calore, che ogni tanto torniamo ad affrontare e lo facciamo volentieri, in quanto merita di essere riproposto.
Già in passato avevamo approfondito la questione con un articolo dedicato.
Gli scambiatori a piastre risultano estremamente efficaci anche in quelle applicazioni che contemplano una condensazione o una evaporazione di fluidi, tanto è vero che vengono comunemente impiegati come evaporatori e condensatori nei gruppi frigoriferi.
Questa loro caratteristica, li rende particolarmente interessanti anche per impieghi in ambito chimico e farmaceutico, come condensatori o concentratori (evaporatori).
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Le centraline di termoregolazione vengono utilizzate spesso nell’industria della lavorazione della gomma, per riscaldare e quindi mantenere delle temperature di processo nei cicli produttivi.
Nello specifico abbiamo terminato una fornitura interessante, per uno stabilimento di produzione di pneumatici, dove le centraline vengono impiegate per la termoregolazione ed il riscaldamento delle linee dove vengono realizzati i fili metallici di rinforzo.
Ancora una volta TCOIL, ogni volta che in officina prepariamo uno di questi scambiatori, inevitabilmente ci vengono in mente le applicazioni e le soluzioni che questa tipologia di scambiatore di calore ci consente di risolvere.
In questo caso si tratta di raffreddare l’olio di taglio di un centro di lavoro a controllo numerico (CNC).
E’ un olio decisamente fluido, che serve per il raffreddamento degli utensili cha lavorano meccanicamente i pezzi mediante asportazione di truciolo. Tuttavia si ha una forte presenza di solidi e scorie metalliche (trucioli), che intaserebbero qualsiasi tipo di scambiatore.
Lo scambiatore TCOIL, realizzato con più piastre aventi fra loro spazi che ne consentono una agevole pulizia, è alimentato con acqua proveniente da un chiller e viene immerso nella vasca di raccolta dell’olio stesso, raffreddandolo per contatto.
L’immagine non è certamente delle migliori, ma reputo interessante l’applicazione della quale più volte ho parlato da queste pagine.
Scambiatori di calore a piastre come evaporatori di fluido organico nei cicli di cogenerazione Rankine.
Come tutti gli anni, mi ritrovo davanti alla tastiera e mi chiedo da dove ripartire…
quest’anno il dubbio si è dipanato immediatamente, quando ho visto la fotografia scattata dall’ufficio tecnico, ad uno scambiatore TCOIL realizzato custom per un cliente molto particolare.
Gli scambiatori di calore a piastre, del tipo saldobrasato, si sono sviluppati in maniera importante, soprattutto per piccole e medie potenzialità, godendo delle dimensioni estremamente compatte, unite a costi molto contenuti e rese elevatissime.
I mercati più interessanti per queste unità, sono senza dubbio quelli relativi a:
per applicazioni legate tipicamente a:
La divisione service riceve uno scambiatore da parte di un cliente, con la richiesta di verificarne semplicemente la quota di serraggio, quindi ricollaudarlo e renderlo.
Il responsabile tecnico, riceve il materiale e contatta l’ufficio tecnico: lo scambiatore è completamente scondizionato.
Facciamo un rapido sopralluogo.
Uno dei problemi che va assolutamente scongiurato sulle torri evaporative, soprattutto quando queste assumono dimensioni importanti, che richiedono di conseguenza ventilatori di diametro elevato, sono le vibrazioni.
Pur essendo la torre evaporativa una macchina semplice e meccanicamente molto elementare, ha un unico organo in movimento, che viene sottoposto a sollecitazioni importanti.
Il ventilatore funziona praticamente sempre, salvo nei momenti di fermo impianto e si tratta dell’organo che assicura il funzionamento termico della macchina.