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Impianti ad olio diatermico, prevenire i rischi di incendio

Escludendo situazioni anomale, gli eventuali incendi che si possono verificare negli impianti ad olio diatermico, avviene principalmente nelle coibentazioni, quando queste ultime non sono eseguite in modo corretto ed a regola d’arte.

Il fluido che fuoriesce dall’impianto, da una valvola di regolazione, da un rubinetto, da una guarnizione, da una saldatura o dalla connessione di un qualsiasi strumento, si inserisce nei pori dell’isolamento e si diffonde, rimanendo a temperature molto vicine a quelle della linea e a contatto con l’aria presente nei pori del materiale isolante stesso.

L’olio che entra nei pori dell’isolante, si ossida e si decompone, con un processo che utilizza l’aria creando calore.

Se la perdita di olio persiste il processo continua, con l’olio che continua ad ossidarsi e ad aumentare di temperatura fino a che si può arrivare a superare la temperatura di autoaccensione dell’olio.

In questa situazione potrebbe accadere che l’aria fresca entri in contatto con l’olio ossidato per diverse cause:

  • l’isolante imbibito di olio fuoriesce dalla propria guaina protettiva
  • la guaina stessa viene aperta per manutenzione con l’impianto in temperatura

a questo punto si possono avviare incendi con combustione latente, oppure con vampate improvvise.

Caratteristiche del condensatore evaporativo

Il funzionamento dei condensatori evaporativi riunisce in sè le peculiarità del raffreddamento ad aria e del raffreddamento ad acqua.

In più si aggiungono i vantaggi derivanti dall’evaporazione dell’acqua (ovvero il calore latente), fenomeno che porta ad un notevole incremento delle potenzialità frigorifere dello scambiatore.

Infatti dobbiamo considerare che per ogni chilogrammo di acqua evaporata, si asportano circa 600 Kcal/h

A questo proposito è necessario, però, tenere presente alcune considerazioni che riguardano le caratteristiche dell’aria ambiente in cui opera il condensatore, caratteristiche legate alla latitudine del luogo di installazione e che influiscono in maniera determinante sulla sua resa (ovvero la corretta valutazione della TBB temperatura del bulbo umido).

Infine, sempre ai fini della valutazione dell’efficienza dello scambio di calore, occorre tenere presente alcune problematiche connesse alle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di raffreddamento.

condensatore-evaporativo

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Olio diatermico ad alte temperature

Spesso ho parlato di centraline di termoregolazione, unità che vengono utilizzate per la regolazione fine della temperatura nei processi industriali.

La termoregolazione comporta cicli di riscaldamento e di raffreddamento, oppure anche semplicemente un mantenimento di una data temperatura nel tempo, mentre le varie fasi del processo produttivo, asportano o apportano calore al fluido, inducendo nella centralina cambi di funzionamento:

  • riscaldamento
  • raffreddamento
  • mantenimento

…il tutto “regolato” da strumenti elettronici PID, magari self tuning, con remotazione dei set point ed a volte con rampe di salita e discesa impostabili…

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Lungo lunghissimo inverno

Non pensiate che mi metta a fare le previsioni meteo.

Oggi all’ennesima telefonata relativa ad uno scambiatore rotto per il gelo, causa mancanza di antigelo e/o drenaggio preventivo, mi sono detto e ripetuto che quest’anno fa veramente freddo. Sta cogliendo tutti alla sprovvista, anche a quelle latitudini, dove l’antigelo era una parola per la settimana enigmistica.

Nient’altro che un ulteriore richiamo, attenzione alle apparecchiature lasciate all’esterno. Basta veramente poca acqua all’interno per provocare danni ingenti, costosi da riparare se non a volte irreparabili.

Un amico scherzando mi ha dato del dilettante, noi ripariamo o cambiamo gli scambiatori o i radiatori, loro stanno cambiando motori di gruppi di emergenza interi…

tipica rottura da ghiaccio di tubazioni di uno scambiatore a pacco alettato per free cooling

TCOIL, scambiatori ad immersione

Ci sono parecchie applicazioni nelle quali non si vuole mettere in circolazione il fluido da riscaldare o raffreddare, su di uno scambiatore esterno.

Nel passato, ma anche attualmente, se volete a causa di inerzie progettuali o ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza), si utilizzavano scambiatori a serpentino immersi nelle vasche o nei serbatoi. In pratica metri e metri di tubo, immersi nel fluido contenuto nella vasca, all’interno del quale passava il fluido riscaldante o raffreddante.

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