Un solo fluido, tante temperature: come si termoregola un reattore smaltato nel pharma

La termoregolazione mono-fluido è ampiamente utilizzata nell’ambito farmaceutico, dove Tempco ha recentemente fornito una centralina TCU per la regolazione della temperatura di un reattore farmaceutico smaltato, con una capacità di circa 8.000 litri.

Una domanda può quindi sorgere naturale: perché non mandare i fluidi di servizio (glicole, acqua, vapore) direttamente nella camicia di un reattore farmaceutico? Sembrerebbe infatti la via più semplice, ma per i reattori smaltati (glass-lined) rappresenterebbe la ricetta perfetta per il disastro. Lo smalto odia gli sbalzi termici improvvisi: iniettare vapore a 8 bar subito dopo il glicole a -15°C significa rischiare crepe catastrofiche.

La soluzione è quindi adottare la logica della termoregolazione mono-fluido su range esteso:

 un solo fluido diatermico circola costantemente nell’anello chiuso della camicia del reattore. Tre fluidi di servizio (glicole a -15° C, acqua industriale a 25° C e vapore a 8 bar) ne condizionano la temperatura all’esterno del reattore.

Immagine che illustra la termoregolazione mono-fluido di un reattore farmaceutico smaltato, dove un unico fluido circola nella camicia, la cui temperatura è condizionata da tre fluidi di servizio, glicole, acqua e vapore.

Il vantaggio che abbiamo ottenuto è quindi chiaro: il fluido intermedio fa da scudo termico, garantendo un’eccellente uniformità di temperatura sulla parete, precisione al decimo di grado nella regolazione della temperatura del reattore e zero shock termici per il vetro.