Acqua di mare e basse temperature, quali materiali per gli scambiatori a piastre

Le applicazioni di controllo della temperatura con scambiatori a piastre in acqua di mare e a basse temperature rappresentano una sfida tecnica molto richiesta, che riguarda innanzitutto la scelta dei materiali, che devono per forza essere il titanio o l’acciaio duplex.

Gli scambiatori a piastre per progetti in cui lo scambiatore dovrà lavorare a contatto con acqua di mare, con attacchi flangiati, impongono infatti che sia le piastre che le connessioni siano realizzate in titanio o acciaio duplex, con body in acciaio al carbonio e guarnizioni in EPDM, per resistere alle condizioni di esercizio con elevato grado di corrosione e basse temperature fino a -40 °C.

Immagine che illustra uno scambiatore PCHE a circuito stampato, l'elevata resistenza strutturale rende questi scambiatori una scelta interessate per applicazioni spinte in ambienti subsea.

In condizioni di basse temperature, inoltre, la scelta dello scambiatore a piastre adatto richiede un calcolo meccanico dedicato. Con le basse temperature cambiano infatti classe di pressione e spessori dei materiali da utilizzare. Per questa tipologia di condizioni operative, una soluzione interessante può quindi essere rappresentata dagli scambiatori PCHE (printed circuit heat exchangers), grazie all’elevata resistenza meccanica e strutturale che questa speciale tipologia di scambiatori offre. Il processo di costruzione per diffusion bonding, o saldatura allo stato solido, conferisce infatti agli scambiatori PCHE un’eccellente resistenza strutturale del pacco piastre, facendone una soluzione molto adatta per applicazioni spinte quali possono essere la compressione di gas o gli ambienti subsea.