Energia elettrica, inverter…chi più spende meno spende

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La torre evaporativa è già di per se stessa una macchina economica ed efficiente, consentendo di smaltire elevate potenzialità termiche, a fronte di un consumo energetico decisamente contenuto.

La gestione di una torre evaporativa richiede maggiore attenzione rispetto ad altre apparecchiature di raffreddamento (chiller o radiatori), in quanto essendo l’acqua a contatto diretto con l’aria di raffreddamento, bisogna tenere in considerazione un sicuro effetto di sporcamento, che si può comunque prevenire con opportuni condizionamenti dell’acqua stessa (i famosi chemicals).

 

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Di contro il fatto di avere un contatto diretto fra il fluido raffreddante (aria) ed il fluido da raffreddare (acqua), sfruttando inoltre il calore latente di evaporazione dell’acqua stessa, consente come si diceva, una notevole efficienza.

Ovviamente il limite di raffreddamento è determinato dal livello di temperatura che si può raggiungere, che viene stabilito dalla temperatura di bulbo umido (ovvero dalla comdinazione di condizioni ambientali date da temperatura ambiente ed umidità relativa).

Tralasciando questi discorsi che vorrei riprendere in un prossimo post, che tratti debitamente le differenze tra vari tipi di sistemi di raffreddamento, l’intento di questo post è quello di analizzare un sistema per aumentare l’economicità delle torri evaporative.

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Solitamente le torri evaporative vengono dimensionate per smaltire la massima potenzialità termica di progetto, nelle condizioni ambientali peggiori; per fare un esempio, una classica torre evaporativa che lavora su di un impianto di condizionamento in zona Milano, dovrà smaltire una certa potenzialità Qx in KW, con lo schema termico 35/29/24°C, dove si intendono:

  • 35°C acqua calda in ingresso alla torre
  • 29°C acqua fredda in uscita dalla torre
  • 24°C temperatura di bulbo umido di progetto

quanto sopra, perchè è importante che nei periodi più caldi dell’anno, la torre riesca a smaltire tutta la potenzialità necessaria al corretto funzionaento degli impianti ai quali è asservita (tipicamente chiller condensati ad acqua).

Ovviamente la torre evaporativa continuerà a funzionare anche nei periodi meno caldi della giornata (di notte, la mattina, la sera) e nei periodi meno caldi dell’anno (primavera ed autunno) dove ancora serve l’apporto dell’aria condizionata, magari per il solo effetto di deumidificazione, opure addirittura dovrà funzionare anche in inverno, se è asservita ad un impianto industriale ad atmosfera controllata.

Tipicamente si installano dei semplici controlli termostatici che accendono o spengono i ventilatori in funzione del raggiungimento della temperatura…metodo semplice ed economico.

Sugli impianti più recenti, sta invece prendendo piede l’impiego di inverter per i ventilatori (grazie anche al continuo abbattimento dei costi dell’elettronica), comandati da regolatori elettronici configurabili.

Tale sistema permette di ottenere diversi indubbi vantaggi:

  • maggiore costanza di prestazioni
  • minore consumo di energia elettrica
  • minore rumorosità (soprattutto durante il periodo notturno)
  • minore invecchiamento delle parti soggette ad usura

In sostanza, un piccolo investimento iniziale, consente risparmi consistenti e facilmente quantificabili.

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