Filtrazione dell’acqua negli scambiatori di calore

Sono passati diversi mesi da quando affrontai l’argomento della filtrazione, legato agli scambiatori a piastre.

Le cose ovviamente non sono cambiate e mi premeva riprendere questo argomento, spesso dibattuto nelle iscussioni tecniche con i clienti e con i manutentori.

Gli argomenti vertono sempre sull’utilità o meno di avere una filtrazione che protegga gli apparecchi di scambio termico, e soprattutto sul tipo di filtrazione da applicare.

Le domande tipiche sono:

  • grado di filtrazione per uno scambiatore a piastre
  • grado di filtrazione per uno scambiatore a fascio tubiero
  • filtro a cestello
  • filtro a Y
  • filtro autopulente

cui si aggiungono una serie di variazioni sul tema.

 

Il sistema di filtrazione più semplice, economico e meno efficace, è sicuramente quello che prevede l’installazione di un filtro a Y.

E’ utilizzato prevalentemente su impianti dove il fluido che viene ricircolato è pulito. La funzione è quella di trattenere eventuali sospensioni, causate magari da residui di lavorazioni, che possono essere rimaste nei tubi dell’impianto.

A seguire, direi che per la maggior parte delle applicazioni, un buon filtro a cartuccia è la soluzione ideale.

In questo caso ne esistono di diverse tipologie, con reti di differenti sezioni in funzione sia del tipo di scambiatore, che del tipo di filtrazione che si deve operare.

Per portate di media entità. può essere interessante installare più filtri a cartuccia in parallelo, in modo da avere una buona flessibilità di manutenzione e pulizia, senza dover fermare l’impianto.

Da ultimo, ma sicuramente la soluzione al top, per prestazioni ed efficacia, rimangono i filtri autopulenti.

Si tratta di soluzioni molto efficaci. Anche in questo caso va definita

  • sezione della maglia filtrante
  • sezione dell’elemento filtrante

in funzione di quello che deve essere filtrato e della portata di fluido da filtrare.

Solitamente vengono utilizzati su applicazioni che prevedono il passaggio di fluidi molto sporchi, che vanno costantemente filtrati e monitorati.

Esistono diverse tipologie di filtri autopulenti:

  • a spazzole rotanti
  • ad effetto bernouilli
  • a pistone

Vi sono poi delle categorie di filtri, che non utilizzano reti metalliche, ma effetti diversi, basati sulla centrifugazione e sul peso degli agenti inquinanti, parlo di cicloni, centrifughe ecc…

Ne parliamo magari una prossima volta.