{"id":1712,"date":"2011-02-04T18:50:29","date_gmt":"2011-02-04T16:50:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/?p=1712"},"modified":"2011-01-12T19:01:35","modified_gmt":"2011-01-12T17:01:35","slug":"acque-dei-circuiti-di-raffreddamento-e-di-umidificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/1712\/acque-dei-circuiti-di-raffreddamento-e-di-umidificazione\/","title":{"rendered":"Acque dei circuiti di raffreddamento e di umidificazione"},"content":{"rendered":"<p>Si tratta di argomento sempre pi\u00f9 delicato, ne abbiamo parlato a pi\u00f9 riprese, nell&#8217;ambito dei problemi di <a href=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/1152\/legionella-e-torri-evaporative\/\">legionella<\/a>.<\/p>\n<p>La norma UNI 8884-1988 nella quale sono analizzati i diversi possibili impianti e vengono riportate le caratteristiche limiti dell&#8217;acqua di alimento e di ricircolo, ne parla in modo esaustivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/iStock_000003667996Small.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-2720  aligncenter\" title=\"water pollution\" src=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/iStock_000003667996Small-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sono presi in considerazione i seguenti impianti.<br \/>\n&#8211; <em>Impianto di raffreddamento senza recupero<\/em>: in cui l&#8217;acqua, dopo il raffreddamento, viene scaricata o inviata ad altri utilizzi. I problemi di incrostazione e corrosione ecc. sono dovuti prevalentemente alla natura dell&#8217;acqua impiegata.<br \/>\n&#8211; <em>Impianto di raffreddamento con recupero parziale<\/em>: in cui l&#8217;acqua, dopo aver effettuato il raffreddamento, viene raffreddata per evaporazione parziale e viene, poi, ricircolata, previa aggiunta del reintegro. \u00c8 il caso tipico delle torri di raffreddamento negli impianti di refrigerazione. In questi impianti si possono avere incrostazioni, depositi, corrosioni e sviluppi biologici, legati alle caratteristiche dell&#8217;acqua di alimento, all&#8217;aumento della concentrazione di sali nella portata circolante e agli inquinamenti dovuti all&#8217;aria esterna con cui l&#8217;acqua viene a contatto.<br \/>\n&#8211; <em>Impianto di raffreddamento a recupero totale<\/em>: nel quale l&#8217;acqua si raffredda in uno scambiatore a superficie. I problemi di incrostazioni, corrosioni e depositi sono legati alle caratteristiche dell&#8217;acqua e a possibili inquinamenti da questa subiti durante il processo.<br \/>\n&#8211; <em>Impianto di umidificazione adiabatica senza recupero<\/em>: l&#8217;acqua immessa nel sistema in parte evapora a spese del calore sensibile dell&#8217;aria da umidificare, in parte viene scaricata. I problemi sono legati alle caratteristiche originali dell&#8217;acqua e ai possibili inquinamenti dovuti al contatto con l&#8217;aria.<br \/>\n&#8211; <em>Umidificazione adiabatica con recupero parziale<\/em>: l&#8217;acqua non evaporata viene reimmessa in ciclo con l&#8217;aggiunta di acqua di reintegro. I problemi sono dovuti alle caratteristiche originali dell&#8217;acqua, all&#8217;aumento di concentrazione della stessa e ai possibili inquinanti presenti nell&#8217;aria.<br \/>\n&#8211;<em> Impianto di umidificazione diabatica<\/em>: in cui l&#8217;acqua nebulizzata viene immessa tutta nell&#8217;aria. I problemi sono legati alle caratteristiche originali dell&#8217;acqua.<br \/>\n&#8211;<em> Impianto di umidificazione per evaporazione<\/em>: in cui l&#8217;acqua evapora per effetto del riscaldamento. I problemi sono legati soltanto alle caratteristiche originali dell&#8217;acqua.<br \/>\nNegli impianti di climatizzazione sono molto diffusi i circuiti di raffreddamento con parziale recupero (torri di raffreddamento) e i sistemi di umidificazione adiabatica con recupero parziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/DSCF0017.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-2723\" title=\"scaling on an heat exchanger\" src=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/DSCF0017-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Circuito di raffreddamento con parziale recupero<\/strong><br \/>\nTrattasi, come si \u00e8 detto, del circuito di raffreddamento con torri evaporative nelle quali l&#8217;acqua calda, proveniente dal condensatore del gruppo frigorifero, viene fatta piovere dall&#8217;alto su un pacco lamellare che ha il compito di aumentare molto la superficie di contatto acqua-aria. L&#8217;aria, infatti, viene immessa nella torre dal basso e incontra in controcorrente l&#8217;acqua. Si ottiene cos\u00ec una parziale evaporazione dell&#8217;acqua che si raffredda a spese del calore di evaporazione (\u2248 0,7 kW\/kg \u2248 600 kcal\/kg). L&#8217;acqua raffreddata si raccoglie nel bacino inferiore e riprende il ciclo.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di acqua da reintegrare \u00e8 pari a quella evaporata, pi\u00f9 quella trascinata nella corrente d&#8217;aria e pi\u00f9 quella necessaria per evitare che si abbia un aumento graduale della concentrazione di sali dovuta all&#8217;evaporazione di parte dell&#8217;acqua. In prima approssimazione si calcola che l&#8217;acqua di reintegro sia pari al 3 \u00f7 5% della portata totale in circolazione. \u00c8, quindi, necessario effettuare uno spurgo continuo la cui entit\u00e0 \u00e8 tanto maggiore per quanto maggiore \u00e8 la concentrazione delle sostanze contenute nell&#8217;acqua di reintegro.<br \/>\nVa, inoltre, tenuto presente che l&#8217;acqua, venendo in intimo contatto con l&#8217;aria, si pu\u00f2 arricchire di inquinanti come ossigeno, anidride carbonica, anidride solforosa e solforica, gas, fumi industriali, polveri ecc. L&#8217;acqua del circuito da raffreddamento pu\u00f2 diventare, perci\u00f2, particolarmente corrosiva e pu\u00f2 provocare incrostazioni e depositi, specie l\u00ec dove la velocit\u00e0 dell&#8217;acqua si riduce e la temperatura \u00e8 pi\u00f9 alta: condensatore dei gruppi frigoriferi aumentandone cos\u00ec il <em>fouling-factor<\/em>.<\/p>\n<p>Un&#8217;attenta progettazione prevede, pertanto:<br \/>\nun filtro sull&#8217;acqua di reintegro;<br \/>\n&#8211; un addolcitore sull&#8217;acqua di reintegro;<br \/>\nun condizionante sull&#8217;acqua di reintegro;<br \/>\n&#8211; filtrazione dell&#8217;acqua che rientra in ciclo (\u00e8 opportuno far presente che non \u00e8 necessario filtrare tutta l&#8217;acqua ma basta effettuare la filtrazione soltanto sul 15 \u00f7 20% della portata totale per ottenere ottimi risultati).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-1840\" src=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/24.43-150x150.jpg\" alt=\"24.4\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p><em>Circuito di raffreddamento con parziale recupero. 1 filtro; 2 addolcitore; 3 dosaggio condizionante; 4 dosaggio antialghe; 5 valvola di spurgo.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;acqua in ricircolo, a contatto con l&#8217;ambiente esterno, \u00e8 nelle condizioni migliori per favorire lo sviluppo di alghe, muffe, funghi, batteri ecc. Lo sviluppo biologico causa riduzione dello scambio termico, della portata in circolazione e provoca corrosione direttamente per l&#8217;azione di alcuni ceppi batterici.<br \/>\nPer far fronte a questi inconvenienti si ricorre al cloro in dosi massicce e saltuarie (dose shock) o a bassi dosaggi per un&#8217;azione biostatica che per\u00f2 alla lunga, pu\u00f2 portare a corrosioni acide. Un&#8217;altra possibilit\u00e0 \u00e8 data dall&#8217;impiego di sali quaternari di ammonio o, infine, di ozono.<br \/>\nLe caratteristiche dell&#8217;acqua di reintegro dovrebbero essere:<br \/>\n\u2013 pH: &gt; 7;<br \/>\n\u2013 gas disciolti: deve essere valutata la tollerabilit\u00e0 in rapporto alla loro natura, ai limiti fissati per l&#8217;acqua di ricircolo e alle possibilit\u00e0 di eliminazione.<br \/>\nLe caratteristiche salienti dell&#8217;acqua del circuito devono essere:<br \/>\n\u2013 aspetto: limpido, incolore, privo di sabbia e altri solidi in sospensione;<br \/>\n\u2013 pH: &gt; 7,2;<br \/>\n\u2013 conduttivit\u00e0: 5000 \u00b5S\/cm;<br \/>\n\u2013 durezza totale: 2000 mg\/L come CaCO<sub>3<\/sub><\/p>\n<p><strong>Sistemi di umidificazione adiabatica con parziale recupero<\/strong>.<br \/>\nI sistemi di umidificazione presentano gli stessi problemi di quelli di raffreddamento, aggravati dal fatto che l&#8217;aria trattata entra in ambiente e, quindi, \u00e8 necessario che aria e acqua siano prive di sostanze tossiche o, comunque, dannose. Cos\u00ec anche i condizionanti dell&#8217;acqua devono essere assolutamente innocui per l&#8217;organismo e per l&#8217;ambiente.<br \/>\nNegli impianti di umidificazione adiabatica, con parziale recupero, l&#8217;acqua viene spinta da una pompa a una serie di ugelli dai quali esce nebulizzata e, incontrando la massa d&#8217;aria da umidificare, in parte evapora (a spese del proprio calore sensibile) e in parte ricade in una vasca di raccolta, dalla quale viene ripresa e rimessa in ciclo. I Problemi che si presentano sono gli stessi di quelli visti per le torri di raffreddamento, per cui occorre reintegrare l&#8217;acqua evaporata e aggiungerne tanta quanta ne viene spurgata allo scopo di contenere l&#8217;aumento di concentrazione di sali.<br \/>\nAnche in questo caso, quindi, un buon trattamento prevede la filtrazione, l&#8217;addolcimento dell&#8217;acqua di reintegro e il dosaggio di prodotti anticorrosivi non volatili e innocui alla salute, quali fosfosilicati e polifosfati. Il sistema migliore \u00e8, per\u00f2, quello dell&#8217;osmosi inversa, con la quale si ottiene una demineralizzazione parziale mediante l&#8217;utilizzo di membrane semimpermeabili che, cio\u00e8, lasciano passare l&#8217;acqua e trattengono la maggior parte di sali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ROCHE_FILLING_TORRI_006.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-2722\" title=\"cooling tower filling\" src=\"https:\/\/www.tempco.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ROCHE_FILLING_TORRI_006-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di argomento sempre pi\u00f9 delicato, ne abbiamo parlato a pi\u00f9 riprese, nell&#8217;ambito dei problemi di legionella. 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