L'esecuzione controcorrente (maggioranza dei casi) o equicorrente come da progetto, ovvero se il primario entra in alto il secondario dovrà entrare dal basso (in caso di controcorrente). Se si tratta di scambiatori equicorrente, entrambi i fluidi dovranno avere ingressi in alto ed uscite in basso o viceversa. E' consigliabile in ogni caso chiedere di volta in volta all'ufficio tecnico l'effettiva possibilità di invertire i circuiti, infatti potrebbero venir modificati i dati di progetto. In ogni caso è possibile determinare a priori direzione dei fluidi, per specifiche necessità di piping.
Eccettuati alcuni modelli particolari di scambiatori a piastre, solitamente gli scambiatori a piastre hanno tutti gli attacchi dello stesso diametro.
Siccome gli scambiatori potrebbero presentare attacchi incrociati o paralleli, è consigliabile in caso di dubbi, chiedere di volta in volta all'ufficio tecnico l'effettiva posizione degli attacchi, se si è sprovvisti della specifica di calcolo. Per tutti gli scambiatori bisogna sempre e comunque rispettare la direzione del flusso (controcorrente oppure equicorrente, vedere punto 1).
Ormai le guarnizioni cosiddette CLIP, hanno preso il sopravvento: rapidità di montaggio/smontaggio, minori costi di manutenzione e tempi di intervento ridotto, portano all'utilizzo sempre più diffuso di queste ultime. Le guarnizioni incollate si utilizzano solamente su qualche tipologia di scambiatore di piccola taglia. Detto ciò, va precisato che le guarnizioni di uno scambiatore non devono essere sostituite tutte le volte che lo si apre per pulirlo o per fare manutenzione, partendo da questo assunto possiamo definire quanto segue: le guarnizioni incollate presentano una sostituzione più laboriosa in quanto si deve staccare la guarnizione, pulire accuratamente la sede, mettere la colla su sede e guarnizione e procedere all'incollaggio. Le guarnizioni senza colla, una volta smontate e pulita la sede, vanno montate negli appositi incastri, molto rapidamente.
Il passaggio idraulico negli scambiatori a piastre per applicazioni standard varia da 2,5 a 4 mm. Si consiglia una filtrazione meccanica con grado 0,5/1 mm. Le guarnizioni incollate si utilizzano solamente su qualche tipologia di scambiatore di piccola taglia. Detto ciò, va precisato che le guarnizioni di uno scambiatore non devono essere sostituite tutte le volte che lo si apre per pulirlo o per fare manutenzione, partendo da questo assunto possiamo definire quanto segue: le guarnizioni incollate presentano una sostituzione più laboriosa in quanto si deve staccare la guarnizione, pulire accuratamente la sede, mettere la colla su sede e guarnizione e procedere all'incollaggio. Le guarnizioni senza colla, una volta smontate e pulita la sede, vanno montate negli appositi incastri, molto rapidamente.
Grosso modo si può parlare di un rapporto 1:4 - 1:5. Infatti per una applicazione HO/H2O per un tubiero si usa di solito un coefficiente di 1000-1500 Kcal/m2 h °C e per un piastre di 4000-6000 Kcal/h m2 h °C. In prima battuta quindi si può affermare che per un tubiero da 100 m2 l'equivalente a piastre sarà di 25-30 m2.
Certamente, anzi il delta/lambda (spessore/coefficiente di conducibilità del metallo) e' a favore del Titanio.
Il 316 L veniva indicato come materiale per i fasci tubieri in quanto garantiva una migliore saldatura. Essendo la piastra stampata a freddo ed esente da saldature, il 316 low carbon non e' necessario.
Poiché il sistema di calcolo utilizza come test condizionale il valore di 5.5 m/sec di velocità nelle connessioni, aumentando la portata si e' dovuti passare ad una taglia superiore di bocchelli e quindi di conseguenza ad uno scambiatore con piastra più grande, per cui l'incidenza del costo del fusto e' pi elevata. Il piastre a differenza del tubiero non necessita di elevate portate dell'acqua di raffreddamento, anzi il range ottimale tra i due fluidi e' tra 1:1 e 3:1.
Bisogna verificare se le perdite di carico sono comparabili... Utilizzare 1 bar anziché 0.5 bar può drasticamente ridurre la superficie di scambio necessaria.